
Chiesa di San Sebastiano
La chiesa parrocchiale dedicata a S. Sebastiano risale al primo ventennio del 1600. Pregevoli sono il Fonte Battesimale e l’Altare Maggiore, in marmo, realizzati rispettivamente nel 1783 e nel 1786 dal marmista cagliaritano Giovanni Battista Spazzi. Importanti sono inoltre due paliotti di marmo intarsiato a colori vivaci con disegni di rami piegati a cerchio, ornati di grandi foglie, con medaglione centrale. Entrambi del 1725, sono stati realizzati da mastro Pietro Putzu di Cagliari. Uno, dedicato a S. Sebastiano, è collocato nella cappella del Carmine, mentre l’altro, con medaglione raffigurante la Madonna, si trova nella cappella del Rosario. Degno di nota è inoltre il pulpito in legno, realizzato dall’artista Battista Medinas di Cagliari nel 1788. La facciata, sormontata da un campanile a vela bifora con luci ogivali, è costruita con conci squadrati in trachite.

Monte Granatico
Nei pressi della chiesa il Monte Granatico, nei locali dell'attuale banca, documenta la storia di questo importante istituto dell'economia agricola isolana. Erano vere e proprie ”banche del grano”, istituti di prestito del grano con l'obbligo della restituzione dopo il raccolto. Nel 1927 i Monti furono trasformati in Casse Comunali di Credito agrario e nel 1953 si operò la loro fusione con il Banco di Sardegna.
Lo stabile, oltre al Monte Granatico, è stato sede, al piano superiore, per un centinaio d’anni, dell’Amministrazione Comunale di Turri.

I Portali
Le case a corte, tipiche costruzioni delle zone ad agricoltura cerealicola, diffuse in tutta la Marmilla, sono presenti ancora numerose a Turri. Lo schema costruttivo di questa tipologia di casa prevede uno spazio tutto circondato da muri, con dietro l’abitazione un piccolo orto e davanti un vasto cortile, che dà sulla strada con un ampio portale. I più antichi portali di Turri risalgono all’Ottocento, la tipologia assume quasi ovunque la forma di volta ad arco a tutto sesto, per lo più con frontale più alto dei muri circostanti, variano in dimensione, materiale utilizzato (ladiri, marne, calcare) e decorazioni.

Su Ponti e S'Arrieddu
Quando, alla fine dell’Ottocento, fu progettata e costruita una nuova strada all’interno del paese, l’attuale Corso Vittorio Emanuele, segmento allora della strada Tortolì-Oristano, per superare il rio che attraversava il centro del paese, fu costruito un ponte. All’epoca il piccolo rio, S’Arrieddu, trasportava le acque piovane, che, provenienti dalla campagna, allagavano il vicinato di Putzobeddas, raggiungevano l’attuale piazza Martiri e continuavano poi il loro corso fuori dal paese. Oggi, a seguito della bonifica del 1926, S'Arrieddu è ricordato da una stretta e suggestiva stradina che è possibile percorrere passando sotto Su Pontì nella piazza Martiri.

Il Monumento ai Caduti
Nella piazza del paese detta Funtàna Noba, Piazza Martiri, sorge il Monumento ai Caduti. E’ opera di maestranze locali, realizzato nel 1949, su disegno di Agostino Murru di Tuili. In corso d’opera, grazie all’interessamento dell’Opera Nazionale Combattenti, giunsero da Cagliari le quattro bombe, che vennero collocate ai lati del monumento arricchendolo di questo elemento decorativo ed altamente significativo. L’inaugurazione avvenne nel 1950 alla presenza del Prefetto e del Vescovo di Ales.

Il Cimitero monumentale di S. Elia
Lungo la via Sant'Elia si trova il Cimitero monumentale di S. Elia. Era il piccolo cimitero contiguo alla chiesetta di S. Elia, l’antichissima chiesa parrocchiale di Turri, sorta in epoca bizantina ed oggi completamente distrutta. Di questa chiesetta rimangono una grossa pietra scavata, ritenuta l’antico Fonte Battesimale.

Casa Museo dell’Arte Contadina
Il fabbricato, databile alla seconda metà del XIX, costituisce una tipica casa di medio proprietario della Marmilla, caratterizzato da una ampia corte anteriore e loggiati circondata da alti muri e portale ad arco e una più piccola sul retro; è realizzato in pietra e ladiri è articolata su due piani.
La Casa Museo è il centro delle manifestazioni più importanti del paese. Realizzata in quadri in cui rivivono i momenti di vita quotidiana delle famiglie paese, attraverso arredi, costumi, utensili, attrezzature da lavoro per la produzione del grano, dell’olio e del vino; si ripetono le arti domestiche di un tempo come la lavorazione del pane e la pulitura dello zafferano, la preparazione del formaggio, la tessitura e il ricamo.

I pozzi
Diversi sono i pozzi pubblici presenti nel centro storio in cui le massaie attingevano l’acqua e lavavano i panni.