Storia

Il paese di Turri nasce come insediamento rurale in epoca romana, anche se il nome può far pensare ad un insediamento attorno ad una torre nuragica di cui purtroppo non si sono rinvenute tracce.

Del periodo bizantino resta memoria nella denominazione di alcuni bixinaus e nelle feste religiose che rimandano a tre chiese dedicate a Santi di provenienza orientale: S. Maria Maddalena, San Daniele e S. Elia della cui chiesa resta il piccolo e suggestivo cimitero monumentale.

In epoca medievale Turri apparteneva al Giudicato di Arborea e alla Curatoria di Marmilla. Nel 1388, anche Turri inviò i propri rappresentanti alla ratifica del trattato di pace fra Eleonora d'Arborea ed il re d'Aragona; erano in tutto 12 persone, guidate da Sadurru de Serra, Maggiore della Villa. Caduto il Giudicato d'Arborea, nel 1410, Turri passò sotto il dominio catalano-aragonese, assieme ad altri paesi della Incontrada di Marmilla. Fece parte inizialmente del marchesato di Oristano, poi, in data incerta, passò sotto il dominio dei Carroz, marchesi di Quirra.

Dal registro dei morti della parrocchia, nel quale sono registrati diversi decessi in carcere intorno alla fine del 1600 e primi anni del 1700, si evince che in Turri fosse una prigione spagnola della quale resta traccia nella denominazione della piazza ancor oggi detta Pratza de Presoni.

Con Decreto Reale del 26 aprile 1928 Turri venne aggregato al Comune di Tuili, perdendo la sua autonomia, che riacquistò dopo 18 anni, col Decreto Legislativo 1° febbraio 1946.